Costituzione gruppo consiliare.

Parere del 2 novembre 2017 rilasciato dal Direttore del servizio Enti Locali.

Il Segretario comunale ha provveduto a informare lo scrivente Servizio in relazione al diniego opposto dall’amministrazione comunale con la deliberazione del Consiglio n. XX del XXXX, alla costituzione del gruppo consigliare “XXXXX”, da parte dei Consiglieri XXXXX e XXXXX, per le motivazioni di cui comma 2 dell’art. 7 del Regolamento del Consiglio comunale .

Con la medesima nota il Segretario comunale ha provveduto, altresì, a inviare, come da richiesta del Consigliere XXXXXX, copia della deliberazione del Consiglio comunale n. XX del XXXX, in ordine alla mozione presentata dal citato gruppo consiliare in data XXXXX avente ad oggetto “Rischio idrogeologico ed idraulico del territorio di XXXXX – (XX) – Salvaguardia della pubblica incolumità – Monitoraggio, messa in sicurezza e pulizia degli alvei fluviali e dei canali c.d. tombinati insistenti nella giurisdizione comunale”  e per la quale non è stato dato riscontro.

Preliminarmente è necessario evidenziare che non rientra nelle competenze di questo Servizio pronunciarsi in merito alla legittimità della costituzione di un gruppo giacché tale materia è nella disponibilità dell’ente Comune ai sensi del combinato disposto dell’art. 3, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 e dell’art. 1, comma 4, della legge regionale n. 2 del 2016.

Tuttavia, nello spirito di leale collaborazione che deve caratterizzare i rapporti tra la Regione e gli Enti Locali si rappresenta quanto segue.

La fonte normativa di riferimento è rinvenibile nel Capo III del Regolamento del Consiglio comunale, e in particolare il secondo comma dell’articolo 7 (Composizione) prevede che, “Ciascun gruppo è costituito da almeno tre consiglieri. Nel caso che una lista presentata alle elezioni abbia avuto eletto un solo consigliere, a questi sono riconosciute le prerogative e la rappresentanza spettanti a un gruppo consiliare”

Al riguardo appare opportuno richiamare l’art. 71, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 che dispone “Ciascuna candidatura alla carica di sindaco è collegata ad una lista di candidati alla carica di consigliere comunale, comprendente un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore ai tre quarti”  e il successivo comma 8 che stabilisce: “Alla lista collegata al candidato alla carica di Sindaco che ha riportato il maggior numero di voti sono attribuiti due terzi dei seggi assegnati al Consiglio, con arrotondamento all'unità superiore qualora il numero dei Consiglieri da assegnare alla lista contenga una cifra decimale superiore a 50 centesimi. I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente fra le altre liste. Omissis”, disposizioni legislative, queste ultime, che nel disciplinare la composizione del Consiglio comunale garantiscono la rappresentanza della/e minoranza/e.

Pertanto, come già precisato, rientra nella competenza esclusiva dell’ente, nell’ambito della propria autonomia regolamentare e organizzativa, disciplinare la fattispecie di cui trattasi.

Data:
02.11.2017
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