Consiglio comunale

"Nei comuni della Sardegna, il consiglio comunale è composto dal sindaco e:
  a) da 34 membri nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti;
  b) da 28 membri nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti;
  c) da 24 membri nei comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti;
  d) da 20 membri nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti;
  e) da 16 membri nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti;
  f) da 12 membri nei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti;
  g) da 10 membri nei comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti."
(L.R. 22 febbraio 2012, n. 4, art. 1, come modificato da L.R. 12 marzo 2015, n. 7, art. 2)

"Il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo.
Il Consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
   a) statuti dell'ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l'ipotesi di cui all'articolo 48, comma 3, criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi;
   b) programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie;
   c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;
   d) istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;
   e) organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione;
   f) istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote; disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;
   g) indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;
   h) contrazione di mutui e aperture di credito non previste espressamente in atti fondamentali del consiglio ed emissioni di prestiti obbligazionari;
   i) spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;
   l) acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della Giunta, del Segretario o di altri funzionari;
   m) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione di rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge.
Il Consiglio, nei modi disciplinati dallo statuto, partecipa altresì alla definizione, all'adeguamento e alla verifica periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco e dei singoli Assessori.
Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del Comune, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio adottate dalla giunta da sottoporre a ratifica del consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza." (art. 42 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267)

Il funzionamento del Consiglio, nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto, è disciplinato dal regolamento, approvato a maggioranza assoluta, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e per la presentazione e la discussione delle proposte. Il regolamento indica altresì il numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute, prevedendo che in ogni caso debba esservi la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati per legge all'Ente, senza computare a tale fine il Sindaco. (art. 39, comma 2, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267)

L’elezione dei Consigli comunali, la loro durata in carica e la loro posizione giuridica sono regolati dagli articoli da 38 a 45 e dagli articoli 71 e 73 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e dall’art. 2 della Legge Regionale 18 marzo 2011, n. 10.

Le cause di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità sono disciplinate nel Capo II, Titolo III, Parte I del medesimo decreto legislativo. 

Condividi: