Commissioni consiliari – Legittimità nomina dei Presidenti e Vicepresidenti – Dimissioni di tutti i Consiglieri di minoranza.

Commissioni consiliari – Legittimità nomina dei Presidenti e Vicepresidenti – Dimissioni di tutti i Consiglieri di minoranza.

Al riguardo si osserva che la fonte normativa di riferimento è rinvenibile nel Capo III del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale del Comune di XXXXX.

Al riguardo si rammenta che l'articolo 38, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, stabilisce che “quando lo statuto lo preveda, il Consiglio si avvale di commissioni consiliari costituite nel proprio seno con criterio proporzionale. Il regolamento determina i poteri delle commissioni e ne disciplina l'organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori” e l’art. 12, comma 5, del Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale di XXXXX testualmente recita: “In caso di dimissioni, decadenza od altro motivo che renda necessaria la sostituzione di un Consigliere, i gruppi consiliari di appartenenza designano, entro il termine di cinque giorni, un altro rappresentante ed il Consiglio Comunale procede alla sostituzione, previa conferenza dei Capigruppo. Qualora entro il termine sopra indicato non pervenga alcuna designazione il Consigliere subentrante diviene provvisoriamente componente di diritto delle Commissioni consiliari nelle quali il Consigliere dimissionario era componente, ad eccezione della Presidenza e Vicepresidenza delle Commissioni”.

Da quanto sopra esposto, si evince che sull’argomento la legge si limita a disporre che le commissioni consiliari devono essere formate da soli Consiglieri e devono rispecchiare in modo proporzionale la composizione del Consiglio. Infatti, le stesse, una volta istituite sulla base di una facoltativa previsione statutaria, sono disciplinate dal Regolamento comunale con l'unico limite, posto dal legislatore, riguardante il rispetto del criterio proporzionale della composizione.

Pertanto, la ratio della norma in esame, attesa la natura giuridica delle commissioni quali articolazioni interne del Consiglio, si sostanzia nella necessaria rappresentazione al loro interno dei rapporti di forza tra maggioranza e opposizione presenti in Consiglio Comunale.

Come rilevato dal Ministero dell'Interno con parere 18 maggio 2017, “ciò significa che le forze politiche presenti in Consiglio debbano essere il più possibile rispecchiate anche nelle commissioni, in modo che in ciascuna di esse sia riprodotto il loro peso numerico e di voto”.

L'indirizzo giurisprudenziale prevalente in materia – con l'eccezione della sentenza contraria del TAR Puglia – Lecce n. 516/2013 - stabilisce che il criterio proporzionale può dirsi rispettato solo ove sia assicurata, in ogni commissione, la presenza di ciascun gruppo – anche se formato da un solo Consigliere - presente in Consiglio (Cfr T.A.R. Lombardia Brescia 4.7.1992 n. 796; T.A.R. Lombardia, Milano, 3.5.1996, n. 567). Il predetto principio, peraltro, è stato ribadito dal Consiglio di Stato il quale con parere n. 04323/2009 del 14 aprile 2010 emesso su ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ha osservato che “come da consolidata giurisprudenza dalla quale la Sezione non intende discostarsi, il criterio di proporzionalità di rappresentanza della minoranza non può prescindere dalla presenza in ciascuna Commissione permanente di almeno un rappresentante di ciascun gruppo consiliare.

Data:
29.11.2017
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