Annullamento decreto sindacale di delega ai Consiglieri Comunali.

Parere del 13 dicembre 2017 rilasciato dal Direttore del servizio Enti Locali.

Al riguardo, facendo preliminarmente osservare che non rientra nelle competenze del Servizio scrivente disporre in ordine all’annullamento del predetto provvedimento sindacale, potestà rimessa invece alla giustizia amministrativa, si rappresenta quanto segue:

  1. il decreto legislativo n. 267 del 2000 all’art.6, comma 2, stabilisce che: “Lo statuto, nell'ambito dei princìpi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio. Lo statuto stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell'ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico” e all’art.7 dispone che “Nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dello statuto, il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l'organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni”.
  2. lo Statuto comunale dell’ente, all’art. 26, comma 7, dispone che il Sindaco: “Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all’esecuzione degli atti, attribuendo incarichi e deleghe per esercitare tali funzioni, per specifici settori, agli Assessori e ai Consiglieri Comunali.”
  3. Il Sindaco, con il decreto di cui all’oggetto precisa, tra l’altro, che il Consigliere delegato:
  1. ha compiti di studio, analisi e verifica, con una funzione esclusivamente propositiva e di consulenza;
  2. non ha poteri decisionali di alcun tipo diversi o ulteriori rispetto a quelli che derivano dallo status di Consigliere comunale;
  3. non partecipa alle sedute della Giunta comunale, se non previa autorizzazione;
  4. non può assumere atti a rilevanza esterna o di amministrazione attiva;
  5. non può adottare atti di gestione di competenza degli organi burocratici, in quanto l’incarico non costituisce delega di funzioni;
  6. per lo svolgimento dei compiti assegnati ai Consiglieri non è dovuto alcun compenso;

Ciò premesso e atteso, altresì, che il predetto decreto sindacale circoscrive palesemente i compiti attribuiti ai Consiglieri comunali, i quali non confliggono con quelli di competenza del Sindaco e degli Assessori e, pertanto, non danno adito a commistione di ruoli nello svolgimento del loro esercizio, si ritiene che il medesimo provvedimento appare coerente con le disposizioni del decreto legislativo n. 267 del 2000 e dello Statuto del Comune, nonché con l’orientamento della giurisprudenza amministrativa in materia (Cfr  ex multis TAR Toscana, Firenze, Sez. I, Sentenza n.1248/2004).

Data:
13.12.2017
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